giovedì 3 aprile 2025

Le Indennità in Busta Paga anche durante le Ferie. Lo Stipendio Non Deve Scendere: Nuova Sentenza

 

Le Indennità in Busta Paga anche durante le Ferie. Lo Stipendio Non Deve Scendere: Nuova Sentenza




Le Indennità in Busta Paga anche durante le Ferie. Lo Stipendio Non Deve Scendere: Nuova Sentenza

Ferie

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza del 9 marzo 2025, n. 6282, ha stabilito che le indennità variabili previste contrattualmente, come l’Indennità di Utilizzazione Professionale (UIP) e l’Indennità di Assenza dalla Residenza, devono essere incluse nella retribuzione durante le ferie dei macchinisti ferroviari.


Si tratta di una nuova sentenza sul tema delle indennità da erogare durante i giorni di ferie, relativa al personale di macchina delle ferrovie, ma che conferma un principio comunitario applicabile a tutti i lavoratori, a prescindere dal settore di appartenenza.


Il principio europeo sulla retribuzione delle ferie
Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, durante le ferie annuali, il lavoratore ha diritto a percepire una retribuzione equivalente a quella ordinaria. Una riduzione potrebbe scoraggiare l’esercizio di questo diritto fondamentale. Pertanto, qualsiasi compenso legato all’esecuzione delle mansioni e allo status professionale del lavoratore deve essere incluso nella retribuzione feriale. Alcune sentenza hanno previsto anche il conteggio dei Buoni pasto, altri giudici invece li hanno esclusi perchè aventi natura assistenziale e non retributiva.


Applicazione al caso dei macchinisti ferroviari
Nel caso specifico, la Cassazione ha evidenziato che l’Indennità di Assenza dalla Residenza è strettamente collegata alle mansioni ordinarie del macchinista, che non ha una sede fissa di lavoro. Analogamente, la parte variabile dell’indennità UIP, corrisposta regolarmente durante i periodi di lavoro, deve essere inclusa nella retribuzione feriale nel suo valore medio annuale.


Precedenti giurisprudenziali
Questa decisione si inserisce in un filone giurisprudenziale consolidato. Ad esempio, la sentenza n. 18160 del 26 giugno 2023 ha riconosciuto il diritto dei macchinisti al computo nella retribuzione feriale delle indennità di condotta e di riserva, poiché direttamente collegate alle mansioni svolte e incidenti significativamente sul trattamento economico mensile.


Inoltre, la sentenza n. 19663 dell’11 luglio 2023 ha ribadito che gli incentivi retributivi legati alle specifiche mansioni devono essere erogati anche durante le ferie, in linea con la direttiva europea 2003/88/CE.


Implicazioni per i lavoratori e le imprese
Queste pronunce sottolineano l’importanza di garantire ai lavoratori una retribuzione feriale che rifletta tutti gli elementi retributivi ordinariamente percepiti. Le aziende devono quindi adeguare le loro politiche retributive, includendo nelle ferie tutte le componenti salariali legate alle mansioni svolte, per evitare contenziosi e assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori.

UNITI SI PUO’ UNITI SI VINCE
Invitiamo tutti i lavoratori a contattarci e aderire alla CUB
Confederazione Unitaria Trasporti CUB Trasporti
https://cubtpltoscana.blogspot.com/
_______________________________________________________________________________________
www.cub.it Confederazione Unitaria di Base Trasporti, Firenze cubtrasportifirenze@yahoo.com
Via Ponzio Cominio, 56 00175 Roma Metro A Lucio Sestio, 06.76968412 0676960856 –
Fax 06.76983007 Firenze Via scandicci 56 . Tel 055. 055496164 - 055-3200938- 3336556233
e-mail cubtrasportilucca@gmail.com - cubtrasportimassacarra@gmail.com - cubtrasportilivorno@gmail.com
 trasporti@libero.it Pec: cubtrasporti@pec.net cubtrasportilu@pec.it

domenica 3 settembre 2017

Le morti sul lavoro non sono mai casuali

Risultati immagini per comunicati cub sgb

Le morti sul lavoro non sono mai casuali


Morti sul lavoro a Lucca: Duro intervento di Cub trasporti e Sindacato generale di Base Toscana


Due operai caduti due giorni fa a Lucca da una gru . La presa di posizione del sindacato

Cub e e Sgb: le morti sul lavoro non sono mai casuali.


Le cadute dall'alto rappresentano il 30% delle morti sul lavoro e dei gravi infortuni che determinano invalidità permanenti e invalidanti. Non c'è niente di casuale nella morte sul lavoro

I nostri pensieri e la nostra solidarietà sono rivolti ai due operai morti a Lucca e ai loro familiari, ma allo stesso tempo forte è la richiesta che si faccia piena luce sulle dinamiche dell'accaduto.

Urge conoscere la valutazione dei rischi, le misure di prevenzione correlate all’uso di piattaforme di lavoro mobili elevabili, i fattori di rischio, la portata e l’ inclinazione del terreno, il carico nominale, la valutazione di interferenze, tutti elementi che dovrebbero far parte di un documento di valutazione del rischio dalla cui analisi debbono partire le indagini della magistratura e le valutazioni del caso.

Urge inoltre conoscere se la piattaforma fosse stata messa in commercio nel pieno rispetto sostanziale delle rigorose procedure di sicurezza stabilite dalla "Direttiva Macchine" e se fosse tenuta in manutenzione e verificata regolarmente da enti abilitati, secondo quanto stabilito dal Testo Unico sulla sicurezza.

Urge infine conoscere se i lavoratori vittime dell'incidente fossere stati adeguatamente informati, formati e soprattutto addestrati sull'utilizzo della piattaforma elevatrice, secondo quanto stabilito dal Testo Unico sulla sicurezza e dal collegato Accordo Stato/Regioni, per chi utilizza questo tipo di attrezzature.

Ma la sicurezza dovrebbe essere parte integrante dell'appalto, con controlli da parte della stessa committenza, soprattutto se si tratta di enti pubblici che in materia di salute e sicurezza dovrebbero essere da esempio.

La promozione di eventi e festival, che ormai caratterizza l'offerta culturale e turistica dei comuni italiani, avviene troppe volte senza valutare con attenzione le condizioni di lavoro dell'appaltatore. Spesso i capitolati impongono tempi di realizzazione e mole di lavoro per le quali occorrerebbero sovente piu' lavoratori. Ma gli appalti sono costantemente costruiti al ribasso e a rimetterci sono gli operai, rischiando la salute e addirittura la loro stessa vita in condizioni di lavoro ben al di sotto degli standard minimi di sicurezza.

Le morti degli anni scorsi nel montaggio dei palchi per i concerti hanno messo in luce una realtà fatta di sfruttamento e di scarse norme a tutela dei lavoratori e della loro sicurezza. Ma ancora piu' gravi sono i procedimenti disciplinari in corso contro delegati e lavoratori che pubblicamente hanno denunciato le scarse norme a tutela della sicurezza ( in aziende pubbliche e private) per non parlare poi della depenalizzazione di numerosi reati, del resto gli interventi del legislatore negli ultimi anni sono stati solo funzionali ai datori di lavoro e alla loro impunità.

Cub e Sgb chiedono che sia fatta piena luce e sia resa giustizia ai due lavoratori e ai loro cari. Allo stesso tempo urge cambiare rotta in materia di appalti perché la tutela della sicurezza non sia considerata un optional ma un elemento irrinunciabile, al pari della valutazione di orari e carichi di lavoro

mercoledì 25 gennaio 2017

SOLIDARIETA' SCIOPERO CUB TRASPORTI GENOVA 27 FEBBRAIO , ADL COBAS SGB SLS PADOVA 28 FEBBRAIO 2017


 Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri
 27 Marzo   
Argomento: sindacatoDifendiamo il trasporto pubblico ed il diritto alla mobilità

I lavoratori e i Sindacati di Base mobilitati per difendere il TPL,


     UNITI E SOLIDALI IL COORDINAMENTO NAZIONALE                      AUTOFERROTRANVIERI

ESPRIME LA MASSIMA SOLIDARIETA’ AI SINDACATI ADL COBAS PADOVA E CUB TRASPORTI GENOVA  IN VISTA DEGLI SCIOPERI DEL TRASPORTO PUBBLICO INDETTO  DA CUB GENOVA IL GIORNO 27 FEBBRAIO, E DA ADL COBAS SGB E SLS DI PADOVA  IL GIORNO  28  FEBBRAIO 2017.

IL COORDINAMENTO SI E’ ATTIVATO PER DIFENDERE I LAVORATORI COLPITI DA REPRESSIONE AZIENDALE E DIFENDE I DIRITTI DI SCIOPERO E DI DISSENSO, GIA’ FORTEMENTE LIMITATI DALLA LEGGE 146 E DAGLI ATTACCHI AL DIRITTO DI RAPPRESENTANZA E SOTTOPOSTO OGGI A NUOVI ASSALTI LIBERTICIDI DI GOVERNO,PADRONI E SINDACATI CONCERTATIVI


Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015
Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015

http://autoferrotranvieriuniti27marzo.blogspot.it/ e-mail: autoferrotranvieriuniti@gmail.com

domenica 11 ottobre 2015

TUTTI CON IL MACCHINISTA SILVIO LORENZONI!

CASSA DI SOLIDARIETA' TRA I FERROVIERI











TUTTI CON IL MACCHINISTA SILVIO LORENZONI!

Silvio, in servizio alla Cargo di La Spezia, si era opposto all’Agente solo alla guida dei treni merci e all’accorpamento di mansioni su un unico lavoratore.
Era stato licenziato per ben due volte nell’Estate del 2014.
Nella Primavera del 2015 il giudice del Tribunale di Genova si è pronunciato in maniera netta a favore del suo reintegro nel proprio posto di lavoro. Le motivazioni della sentenza vertevano principalmente sulla Sicurezza ferroviaria (e sugli obblighi che ne conseguono da parte del datore di lavoro) e sul diritto alla salute dei lavoratori.
Ma Trenitalia ha dato esecuzione alla sentenza solo relativamente agli effetti economici e Silvio non ha mai messo piede nel proprio impianto e non è mai rientrato effettivamente in servizio.
Condanniamo fermamente il comportamento di un’azienda che licenzia in tronco i dipendenti “scomodi” (ricordiamo i casi, tuttora aperti, di Antonini, Bellomonte, Giuliani), mentre annovera ai suoi vertici imputati  in un processo come quello per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009 e che, quando riconosciuta in torto nelle aule di giustizia, disattende sentenze perché non gradite.

Per rivendicare con forza il reintegro di Silvio Lorenzoni, per dimostrargli la nostra solidarietà, per contrastare la repressione e l'arroganza aziendale, invitiamo i colleghi ad essere presenti

IL PROSSIMO 14 OTTOBRE ALLE ORE 12.30
PRESSO IL TRIBUNALE DEL LAVORO DI GENOVA

dove si dibatterà l'ultima udienza relativa all'opposizione presentata da Trenitalia contro il reintegro di Silvio.


10 ottobre 2015

Il Direttivo della Cassa di Solidarietà tra Ferrovieri

domenica 2 marzo 2014

Trasporto pubblico quale futuro? NO ALLA GARA REGIONALE

Slai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi, 4 - 80038 Pomigliano d’Arco (NA) - tel/fax
081.8037023 Sede Nazionale: viale Liguria, 49 - 20143 Milano - tel/fax 02.8392117

volantinaggio sciopero clap cobas


La mobilità  è un diritto per ogni cittadino; le persone, la società hanno bisogno di un trasporto pubblico efficiente e funzionale, realizzare questo significa anche tutelare la salute dei cittadini, visto che l’inquinamento ambientale reca danni rilevanti a tutti. Negli ultimi dieci anni a questo settore è stato guardato solo ed esclusivamente per ridurre i costi ed i diritti dei lavoratori che ci operano, tutto ciò, spesso, a scapito della sicurezza e dell’efficacia del servizio. No alla privatizzazione no alla gara regionale.

GIU' LE MANI DAL TRASPORTO PUBBLICO

Dignità per lavoratori e utenti


rivendicare un diritto alla mobilità accessibile a tutti e un trasporto pubblico che rimanga tale”.
“Il processo di privatizzazione del servizio pubblico resta un obiettivo dei governi passati e futuri, aggirando quanto stabilito dal referendum del 12 e 13 giugno 2011, quando 27 milioni di italiani votarono contro la Legge Ronchi/Fitto che imponeva la cessione delle quote delle municipalizzate ai mercati”. Noi da tempo lottiamo contro le lobby di potere, il 28 febbraio scendiamo in campo “contro coloro che in nome di accordi firmati sottobanco scelgono di spacchettare le aziende (…) pretendendo che i dipendenti rinuncino a una parte della propria retribuzione (…), aziende che per decenni sono state un pozzo senza fondo dove clientelismo e sperpero dei soldi pubblici sono stati dei capisaldi”.
Questa politica non servirà a migliorare il servizio, creerà esuberi di personale in tutti i settori e ridurrà, così come già avvenuto, i diritti ed il salario dei lavoratori.
Privatizzazione, vendita di beni, riduzione del servizio, aumenti del costo dei biglietti, sono serviti solo a peggiorare e ad affossare ancora di più il TPL. I tagli dei vari governi di ogni colore hanno fatto il resto.
CHE A PAGARE SIANO SEMPRE E COMUNQUE I LAVORATORI, SIA AUTOFERRO CHE DI ALTRI SETTORI, NOI NON CI STIAMO !
I SOLDI PER IL TPL DEVONO ESSERE UNA PRIORITA' DEGLI ORGANI PUBBLICI.
NO ALLE GRANDI E INUTILI OPERE.

 La privatizzazione dei servizi pubblici non può rispondere agli interessi generali. E’ necessario, invece, valorizzare il trasporto pubblico locale, sia perché esso rappresenta un diritto di tutti i cittadini, degli studenti e dei lavoratori pendolari, sia per contrastare l’inquinamento atmosferico che nelle nostre città ha raggiunto ormai livelli di guardia.  “va cambiato l'attuale modello di sviluppo, responsabile dei cambiamenti climatici, del consumo senza limiti delle risorse, di povertà, squilibri e guerre. Va fermato il consumo del territorio, tutelando il paesaggio, archiviando progetti come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto di Messina. Va impedita la privatizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua. Va valorizzata l'agricoltura di qualità, libera da ogm, va tutelata la biodiversità e difesi i diritti degli animali. Vanno creati posti di lavoro attraverso un piano per il risparmio energetico, lo sviluppo delle rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio, per una mobilità sostenibile che liberi l’aria delle città dallo smog”.

http://www.dilucca.it/archivio-notizie/cronaca-a-attualita/politica-ed-economia/5431-sciopero-clap-aprire-un-tavolo-di-confronto

SLAI COBAS
 via Domenico Pacchi 4 Castelnuovo Garfagnana (LU) 55032tel/fax 0583.1893804
  e-mail: slaicobasclaplucca@libero.   http://slaicobastoscana.blogspot.it/


I DISASTRI DEL TRASPORTO PUBBLICO

Slai Cobas
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi, 4 - 80038 Pomigliano d’Arco (NA) - tel/fax
081.8037023 Sede Nazionale: viale Liguria, 49 - 20143 Milano - tel/fax 02.8392117

cobas-clap 


I DISASTRI DEL TRASPORTO PUBBLICO
                                                                                  
La riforma del trasporto pubblico toscano è da considerasi un atto indirizzato solo al profitto per il gestore privato a discapito del servizio pubblico e dei lavoratori.
I punti fondamentali della riforma saranno:

-           Messa a gara in un unico bacino della gestione del servizio di TPL di tutta la regione per 9 anni
 I sindacati di base proclamano  per il prossimo 28 febbraio 2014   lo sciopero regionale di 24 ore  nel Trasporto Pubblico Locale di , attuato secondo specifiche articolazioni territoriali. Questa prima azione sindacale di sciopero, e la prima di una lunga serie di azioni che metteremo in campo, e    risponde alla necessità di dare una prima urgente riposta contro le politiche del governo, che prevedono vaste e preoccupanti privatizzazioni nel settore con pesanti ricadute sui carichi di lavoro, sui salari, nonché sulla qualità e quantità del servizio alla cittadinanza".  La situazione lavorativa è diventata una  condizione non più accettabile sia in termini di sicurezza , sia in termini di servizi scadenti 

Da  anni i contratti del TPL sono bloccati, mentre gestioni clientelari , che hanno visto la pesante intromissione della politica, hanno spolpato le aziende pubbliche di trasporti. Ma altrettanto fallimentari sono le privatizzazioni: basti pensare a quelle già attuate – come Alitalia, Telecom, ILVA, solo per citare qualche esempio. La risposta ai problemi del TPL non può dunque essere quella delle dismissioni, dell’affidamento ai privati, la riduzione del numero di aziende e la diminuzione delle risorse da parte dello Stato. Da anni SLAI COBAS si batte per un servizio pubblico e di qualità, che rappresenti un’alternativa, reale e praticabile, all’uso del mezzo privato. Per tutti questi motivi, SLAI COBAS  chiama gli autoferrotranvieri ad aderire in massa allo sciopero REGIONALE DI 24 ORE , perchè riteniamo  che non si può continuare a tagliare ancora servizi e scandaloso e non giustificabile, in quanto non si hanno risparmi tagliando il tpl , ma si innesca l'effeto contrario, cioè  peggiorare il servizio, ridurre le linee e colpire nello stesso tempo salario e condizioni di lavoro, faranno solo aumentare i costi di manutenzione stardale di comni provicnie e regione per la loro manodopera, e che dire che il grave aumento dello smog e quindi di veleni che sarebbero costretti i nostri figli e i soggetti più deboli, con grossi rischi di contrarre malattie respiratoreie molto gravi che possano portare anche alla morte.Pertanto, chiedeemo a tyutti i lavoratori del r ritiro immediato da parte dei lavoratori della disponibilità ad operare 'straordinari volontari' che, in quanto tali, non rappresentano alcun obbligo contrattuale dei lavoratori ma sono solo ed esclusivamente una disponibilità concessa dai singoli lavoratori: in quanto tale può - e deve - essere revocata".

La  Ctt Nord,  pagano milioni di euro in affitti. I costi per l’acquisto dei pezzi di ricambio, sono aumentati a dismisura, i vecchi fornitori non ci riforniscono più per problemi economici e allora siamo costretti a reperire i pezzi di ricambio presso le aziende private che detengono il 35%  di Ctt Nord o che sono dirette da dirigenti della Ctt Nord stessa. Ma il conflitto d’interesse? L’accorpamento delle tre aziende di trasporto avrebbe dovuto far risparmiare alla Ctt Nord almeno in termini di pagamento degli stipendi dei dirigenti, ma non è così; al posto di tre amministratori delegati, ora c’è un amministratore delegato e sette direttori, tutti di nomina privata, e il costo di questi stipendi non è certamente inferiore al costo sopportato per pagare i dirigenti dalle tre aziende precedenti. Naturalmente  anche gli stipendi dei componenti del Consiglio di Amministrazione inciderà e non poco nel risultato dei costi messi a bilancio. Dirigenti e consiglieri tutti muniti, naturalmente, di auto aziendale. Da novembre ad oggi abbiamo assistito ad avanzamenti di cui inviatiamo  i direnti stessi a dare una spiegazione anche in assemblea pubblica, aperta ai cittadini, l'invito viene rivolto in particolare al dottor banci visto le sue pesanti esternazioni, per le quali Slai Cobas ha inviato allo stesso diffida e che ci aspettiamo una retifica a mezzo stampa di quanto erroneamente da signor Banci sostenuto, visto che lo stesso si è reso disponiobile ad un confronto civile e pacato, bene lo si faccia davanti a tutti i cittadini che opagano le tase e ai lavoratori ai quali ancora una volta vengono chiesti sacrifici che non possono più sostenere . Quindi al dottor Alberto banci, sappia fissare una data pubblica per un confrono con i lavoratori e gli utenti, che  ci sappiano dare spiegazioni ALLA NUOVE carriere , distribuzione di livelli e qualifiche che hanno fatto aumentare ulteriormente i costi aziendali, mentre  prima tutto questo non succedeva quando ancora le aziende erano totalmente pubbliche ,e infatti questi aumenti di qualifiche hanno interessato maggiormente le sedi di Livorno e Lucca. Adesso i costi di questa operazione assurda, vorrebbero farli pagare ai lavoratori. Per non parlare delle idee che vogliono imporre per l’officina di Pisa, le stesse già in uso a Lucca, dove pare che  la Clap chiudeva i bilanci con grossissime perdite, ci spieghiano del perché. A Pisa c'è un servizio di circa 9 milioni di chilometri e con un arco orario di copertura di circa 20 ore, per questo l'officina di Pisa e di Pontedera lavoravano con un l'orario che garantiva un'ampia copertura del servizio di Tpl, i dirigenti che gestiscono le officine della Ctt Nord srl, vorrebbero garantire la presenza dei meccanici e dei manutentori solo per 8 ore al giorno escluso il sabato e la domenica, .  Tutto il resto vorrebbero esternalizzarlo a ditte controllate e/o gestite dal socio privato”. Noi diciamo basta giù le mani dal trasporto pubblico.



 SLAI COBAS
via Domenico Pacchi 4 Castelnuovo Garfagnana (LU) 55032tel/fax 0583.1893804
                       e-mail: slaicobastpltoscana@libero.it  http://slaicobastoscana.blogspot.it/

martedì 8 ottobre 2013

SCIOPERO 18 OTTOBRE CONTRO PD E PDL CONTRO QUESTO GOVERNO E LA SUA AUSTERITY


Contro il governo PD-PdL dell’austerità 
18 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE 
di tutto il lavoro dipendente pubblico e privato 
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA 

da P. della Repubblica (ore 10) a P. S. Giovanni e accampata in piazza 


Dopo l’ennesimo teatrino della casta politicante - sempre esperta di virtuali risse pubbliche e concreti accordi privati per la gestione e il saccheggio bipartisan della ricchezza collettiva - il governo Letta ha avuto il via libera per proseguire la disastrosa politica sociale ed economica che, gestita prima da Berlusconi e poi da Monti, ha reso ancor più grave la crisi in Italia: esattamente come è successo negli ultimi sei anni anche in tutti quegli altri paesi del Sud Europa che sono stati costretti dal capitalismo privato e di Stato tedesco e nordeuropeo, egemone nel continente, dalle sue strutture di servizio (Commissione Europea, BCE, trojka) e dai propri governi succubi (a partire dal nostro), ad una recessione drammatica e senza precedenti. 
Al di là dei conflitti tra i gruppi politicanti in competizione, PD e PdL rappresentano oggi, congiuntamente, una sorta di partito unico dell’austerità, che continua ad infierire in una sola direzione, quella dei salariati, dei disoccupati, dei precari, dei pensionati poveri, dei servizi pubblici e dei beni comuni, tagliando spietatamente reddito e pensioni, aumentando la disoccupazione e la precarietà, riducendo vistosamente gli investimenti nella scuola e nella sanità pubbliche, gettando in strada gli occupanti di case o chi la casa ce l’aveva ma non riesce più a pagarla, massacrando diritti sociali e sindacali, consegnati questi ultimi alla oligarchia dei sindacati di Stato. 
E la Legge di (In)stabilità in arrivo continuerà a colpire nelle stesse direzioni, peggiorerà la recessione, aumenterà ancora il debito pubblico e la povertà, impedendo ogni uscita positiva dalla crisi. Dalla quale si esce invece solo grazie ad una completa inversione di rotta, con massicci investimenti pubblici, redistribuzione di reddito ai salariati, disoccupati, precari e pensionati poveri, stabilità lavorativa, servizi sociali e beni comuni potenziati e tolti dalle mani della privatizzazione e della mercificazione: mutamento di rotta però che non ci possiamo certo attendere dai governi dell’austerità ma che solo una potente e vasta rivolta sociale può imporre. 
Confermiamo dunque, insieme ad altri sindacati conflittuali, per il 18 ottobre lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente pubblico e privato, contro le politiche di austerità, precarietà, povertà, privatizzazioni e disoccupazione, contro il governo PD-PdL che le impone. 
Manifesteremo a Roma con un corteo da P.della Repubblica (ore 10) a P. S. Giovanni. Dal pomeriggio, “accampata” in P. S. Giovanni, con tende e gazebo, interventi dal palco e speech corner per dibattiti su vari temi, e in serata concerto con gruppi musicali e incursioni artistiche. 
Invitiamo tutti/e a partecipare anche alla manifestazione nazionale a Roma del giorno successivo (19 ottobre, ore 14, corteo da P. S. Giovanni a Porta Pia) indetta dai Movimenti per l’Abitare. 


SLAI COBAS
via Domenico Pacchi 4 Castelnuovo Garfagnana (LU) 55032tel/fax 0583.1893804
e-mail: slaicobasclaplucca@libero. http://slaicobasclaplucca.blogspot.it/




SLAI COBAS ORGANIZZA UN PULLMAN CON PARTENZA DA LUCCA PALAZZETTO DELLO SPORT COSTO ANDATA E RITORNO 20 EURO PER INFO CONTATTARE: 3881145930

mercoledì 2 ottobre 2013

UNA POLITICA SEMPRE PIU' DISTANTE DAI REALI BISOGNI DEI CITTADINI

Si possono cercare numerose formule o teorie per raccontare in maniera approfondita la crisi del sistema politico italiano: si possono pronunciare nomi, date, citare fotografie, raduni, congressi, sondaggi, dati, trasmissioni, aneddoti, personaggi, per narrare come la politica, o la sua rappresentazione attraverso i partiti, stia vivendo una crisi profonda, sia per la fiducia, sia per l’autorevolezza. I rappresentanti dei partiti, siano essi membri di amministrazioni o candidati, hanno quasi ormai del tutto perso la capacità di rappresentare alcunché, incarnare una possibilità o un’idea di futuro. Questo ovviamente non accade in uguale maniera per tutti, ma sicuramente succede a diversi livelli, da quello nazionale a quello strettamente locale. Perdendo l’autorevolezza, ovvero la capacità di rappresentare un punto di riferimento, si è rotto ormai quello che era la fiducia nei politici e nella politica. La persona politica è sempre più divisa dal resto del popolo, attaccati alla poltrona del  potere, inchieste, reportage, gossip vario, soprattutto inchieste condanne la corruzione hanno agito così profondamente da far si che i cittadini si sentano giustamente disgustati da questo sistema. Il mondo della politica è ormai percepito come una sorta di reality in cui i candidati e i rappresentanti non sono altro che le starlette del momento. Ovviamente questo è gravissimo dal punto di vista democratico perché il nostro sistema, per quanto imperfetto e frequentato da farabutti, comunque ci ha sempre consentito un minimo di scelta, di possibilità di incidere, che oggi non c'è più.

Una politica bocciata senza riserve, caratterizzata «da una maleducazione che rischia di portare al disinteresse e all’indifferenza». tante le questioni ancora irrisolte, a partire dal taglio dei costi della politica, al centro ormai da tempo del dibattito,  tutti noi da anni chiediamo di contrastare i costi e i privilegi della politica: cosa si è fatto fino ad ora? In questi anni abbiamo chiesto ai partiti, di rinunciare a questo fiume di soldi che si riversa a vari livelli: ma che cosa si è fatto - da anni chiediamo una legge elettorale che renda i cittadini responsabili delle loro scelte e siamo ancora qui a discuterne». E poi la mancanza delle riforme, considerate necessarie, annunciate da anni, ma mai concretizzate, come è senza le riforme che tocchino i temi cruciali,  l’assenza delle iniziative in favore della famiglia «che è una istituzione decisiva per la società e per il bene pubblico. Quali interventi sulla fiscalità vere reali sono state  fatte in favore delle famiglie ?, Altri Paesi europei ,politiche su questo settore sono una realtà consolidata. Siamo di fronte ad una situazione politica sconfortante, a livello delle Regioni cosa stanno facendo per contenere gli sprechi?». Le mancate scelte alimentano ancora di più l’insofferenza nel Paese. L'italia sta affrontando una crisi politica molto più forte di quella economica, riconoscibile nella sfiducia verso le istituzioni e verso i rappresentanti La gente vuole qualcosa di nuovo in cui sperare, sogna una politica sana e pulita, che pensi ai bisogni dei cittadini e non al proprio tornaconto. I  cittadini italiani da tempo ormai si sentono abbandonati frustrati che, nonostante la rassegnazione e la sfiducia, si sono recati alle urne nella speranza di cambiare, attraverso il voto, la sorte del Paese e che, tra mille difficoltà, pagano le tasse ben sapendo che milioni di “furbetti” lungo lo stivale sono del tutto sconosciuti al Fisco. O quelli che attendono anni per una sentenza civile e sono costretti a prendere atto che i loro rappresentanti nei due rami del Parlamento avvertono la necessità e l’urgenza di una riforma solo quando il potente di turno è rimasto imbrigliato nella rete.
Questa politica ormai priva valori, che, per mera convenienza, distingue l’etica pubblica da quella privata, che si divide sulle poltrone e fa finta di non vedere i punti in cui si annida la corruzione ed il marcio ha fatto il suo tempo. È giunto il momento di voltare pagina.
L’Italia ha bisogno di una guida forte ed autorevole che sia capace di traghettarla fuori dalla crisi. C'è bisogno di politici veri un cambio totale, cominciando con il rendere pubblici i propri curriculum, siano i cittadini a decidere chi deve sedere alla presidenza del consiglio, cosi come per il Presidente della Repubblica, siano i cittadini stessi che nei vari schieramenti politici indichino per voto chi dovrà scendere in campo per le elezioni. In questo il movimento 5 stelle ha da insegnare a tutti, perché da tempo democraticamente via rete lascia la possibilità a tutti  i cittadini di scegliere chi deve rappresentarli, cosi dovrebbero fare tutti gli altri schieramenti , solo cosi si può avere un parlamento pulito dove va avanti chi ha merito competenza  de è stato riconosciuto dai cittadini come il proprio rappresentante.  Il tempo stringe l'Italia ha bisogno di fatti, non che si continui a parlare di riforme nei Talk Show, e non lo si fa dove invece bisogna farlo.



SLAI COBAS via Domenico Pacchi 4 Castelnuovo Garfagnana (LU) 55032tel/fax 0583.1893804
  e-mail: slaicobasclaplucca@libero.   http://slaicobasclaplucca.blogspot.it/

           
 

lunedì 16 settembre 2013

SITUAZIONE E PROSPETTIVE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

È da anni che, a livello nazionale, assistiamo a enormi tagli su tutti i servizi pubblici cominciato  2011 e in questi anni ancora è toccato in maniera incisiva al trasporto pubblico. Risorse enormi per mega-infrastrutture inutili (vedi TAV, ponte sullo Stretto...) stanno assorbendo le risorse che servirebbero a garantire un livello accettabile di servizi pubblici oggi messi in discussione. Queste decisioni si ripercuotono sugli Enti Locali che molti di questi servizi pubblici devono garantire. Ma, invece di cercare di contrastare queste politiche d'impoverimento delle Comunità, abbiamo assistito ad un progressivo adattamento degl'Enti Locali a tali politiche d'impoverimento privatizzando in modo massiccio i servizi pubblici. Il fatto che il Trasporto Pubblico Locale garantisca il diritto costituzionale alla mobilità e che sia uno dei migliori rimedi contro l'inquinamento atmosferico e per migliorare la vivibilità delle città non ha impedito la privatizzazione, neanche nel nostro territorio.
Dopo la trasformazione in S.p.A. delle aziende TPL e dopo l'ingresso del socio privato, ha progressivamente impoverito il potere decisionale sulle linee giuda e di controllo della gestione del trasporto pubblico locale che dovrebbero essere proprie degli Enti Locali.
Aziende avvolte nel "guscio" del diritto privato e regolate dal diritto societario rendono impossibile il governo e il controllo del pubblico delle gestioni privatizzate. Un'impossibilità che dipende non tanto dalla cattiva volontà di singoli individui o da limiti organizzativi contingenti, ma da fenomeni strutturali, come le "asimmetrie informative": le conoscenze rilevanti si trovano tutte in mano al gestore (il gestore "sa" perché "fa") ed è il gestore privatizzato che trasmette le informazioni sensibili al controllore, il quale non può che dipendere, nella sua attività di regolazione e controllo, da questi dati. Il gestore ha strutturalmente maggiori informazioni rispetto al regolatore e cerca di trarre il massimo vantaggio da questa asimmetria conoscitiva, a discapito del pubblico interesse. "Fare" significa "sapere" e sapere significa "potere": nessun ente regolatore potrà mai recuperare quel cumulo di conoscenze legate alla gestione diretta che migra inevitabilmente dalla sfera del pubblico alla sfera del privato nel momento stesso in cui viene privatizzato un servizio essenziale. Il pubblico perde le conoscenze necessarie per esercitare il proprio controllo nel momento in cui è all'impresa che passa tanto il "fare" che il "saper fare" (know how), che gli è inscindibilmente connesso. Un soggetto regolatore esterno, per esempio, non può essere in grado di avere perfetta conoscenza dei processi produttivi e delle tecnologie impiegate, dati necessari per stabilire con precisione i costi di produzione del gestore privato. Ecco perché al fenomeno delle asimmetrie informative segue automaticamente la "cattura del regolatore": se l'autonomia conoscitiva del regolatore è limitata, anche la capacità di giudizio e intervento viene impedita, così l'ente che dovrebbe regolare e controllare tende piuttosto ad adeguare le sue analisi alle interpretazioni offerte dai gestori, perdendo ogni neutralità e schiacciando il proprio punto di vista su quello dei soggetti controllati. La creazione del CTT, poi, ha portato a un ulteriore passaggio verso la quasi definitiva spogliazione di tutti i poteri degli Enti Locali, anche quello di controllo. Le decisioni che vengono prese sono indirizzate a mandare avanti un'aggregazione tra le aziende che fanno parte del CTT.che sta ripercuotendosi negativamente sul servizio pubblico. Ovunque ci siano state aggregazioni di ex aziende pubbliche gestrici di servizi pubblici diventate S.p.A. con altri soggetti pubblici e\ privati si è assistito ingenerale ad un peggioramento del servizio, ad aumenti di tariffe e alla diminuzione e precarizzazione dei lavoratori e di una diminuzione del loro stipendio. La gestione privatizzata costa di più ed è, nella maggior parte dei casi, tutt' altro che efficiente. Non c'è una differenza significativa fra l'andamento dell'efficienza degli operatori pubblici e quello dei privati. A parità d'efficienza gestionale, però, l'ottimo privato costerà necessariamente alla collettività molto più dell'ottimo pubblico, data l'intrinseca necessità del privato di produrre profitti e remunerare i capitali investiti: l'obiettivo di una gestione privatistica del servizio è, innanzi tutto, la creazione di valore per gli azionisti e non la garanzia del diritto alla mobilità. Ormai è dal 2009 che il servizio di TPL viene tagliato in base alle indicazioni che da il Governo e le regioni , tagli tagli sono portati avanti senza una reale seria programmazione del TPL. questi tagli non ha certo l'esigenza primaria di dare un servizio buono ai cittadini (i fatti parlano chiaro) ma di fare profitto, come tutte le SpA.
Infatti tutti i tagli sono stati fatti per diminuire i turni guida. In altre parole per tagliare nel modo più facile i costi: tagliare gli autisti. Niente è stato fatto per diminuire gli sprechi della gestione dell'Azienda o del servizio. A farne le spese, oltre ovviamente gli utenti, saranno e sono i lavoratori che l'Azienda considera in esubero.
Allontanando ancora di più le scelte gestionali dai Consigli Comunali con l'affidamento della gestione del TPL a un soggetto come il CTT, si sta giungendo  alla definitiva privatizzazione degli utili e alla socializzazione dei costi.
Si ricorda che in questo settore gli investimenti vengono fatti esclusivamente con finanziamenti pubblici (vedi acquisto di autobus) e il servizio non potrebbe essere svolto senza i contributi pubblici che sono la grande maggioranza degl'introiti delle aziende.

La politica che viene portata avanti in Toscana sul TPL è quella di fare una gara unica a livello regionale. Se un minore spezzettamento della gestione del servizio potrebbe aiutare a diminuire gli sprechi (esempio sovrapposizioni di linee), l'effettuazione della gara non porterebbe altro che alla creazione di un monopolio su un servizio pubblico gestito da un privato. E visto che non sono mai possibili gare che permettano di valutare con attendibilità quale sia la migliore offerta economica, perché i termini fondamentali del contratto dovranno essere necessariamente rivisti nel tempo (ha ben poca importanza l'offerta avanzata in origine), sarà poi il gestore che avrà ottenuto l'affidamento ad essere, nel corso delle successive rinegoziazioni, in posizione dominante (detenendo sapere e potere), anche se trovasse di fronte a sé il miglior regolatore al mondo. L'esperienza passata insegna.

Se la gestione pubblica è una condizione necessaria, perché consente di escludere i profitti di pochi da un bene di tutti, non è però una condizione di per sé sufficiente. Il nuovo pubblico deve essere trasparente e partecipato democraticamente dai cittadini, non espropriato da oligarchie politiche. Clientelismi e lottizzazioni sono state il primo stadio della "privatizzazione" e del sequestro dei beni di tutti per tutelare gli interessi di pochi.

Per il futuro, la gestione dei beni comuni dovrà essere "comune", trasporto pubblico compreso, come c'insegnano i movimenti per l'acqua e rispettando il volere dei cittadini espresso con gli ultimi Referendum




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lunedì 12 agosto 2013

Ecco come le pensioni pubbliche e quelle dei dirigenti d'azienda affossano i conti dell'Inps

Ecco come le pensioni pubbliche e quelle dei dirigenti d'azienda affossano i conti dell'Inps 

 Negli ultimi anni la previdenza è stata oggetto di numerosi interventi finalizzati al contenimento della spesa pubblica cercando di salvaguardare i diritti acquisiti e quelli dei lavoratori prossimi alla pensione. Il decreto Salva Italia, che ha inasprito i requisiti di accesso al pensionamento, non ha subito modifiche significative: tuttavia le norme successive hanno ampliato la platea dei lavoratori salvaguardati, ai quali è stata concessa l'uscita dal mondo del lavoro con i requisiti vigenti al 31 dicembre 2011.

L'Inps ha accorpato diversi istituti previdenziali (Enpals, Inpdap, Ipost) ma rendere uniforme la normativa è cosa assai più ardua. Migrazione gratuita L'ultimo intervento in ordine di tempo è stato previsto dalla Legge di stabilità 2013 (legge 228/2012) per la quale l'Inps ha Con questa circolare è stata disposta, per i dipendenti iscritti all'ex Inpdap (Cpdel, Cpi, Cpug, Cps) cessati dal servizio entro il 30 luglio 2010 senza diritto a pensione, la possibilità di trasferire gratuitamente i contributi accreditati presso il Fondo pensione lavoratori dipendenti. Questa facoltà era stata preclusa dal Dl 78/2010. I lavoratori che hanno in corso un provvedimento di ricongiunzione (articoli 1 o 2 legge 29/1979) con domanda presentata tra il 1° luglio 2010 e il 1° gennaio 2013, che non abbiano avuto la liquidazione della pensione, potranno recedere dall'operazione e si vedranno restituire l'onere pagato a condizione che esercitino contestualmente la facoltà di costituire la posizione assicurativa presso l'Inps.

Questa possibilità dovrà essere esercitata entro il 2013. Accanto alla ricongiunzione e alla totalizzazione è nato l'istituto del cumulo. Il cumulo prevede che i lavoratori iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi (commercianti, autonomi, coltivatori diretti), e degli iscritti alla gestione separata dell'Inps, e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima (ex Inpdap, Ipost), che non siano già titolari di trattamento pensionistico presso una di queste gestioni, hanno facoltà di sommare i periodi assicurativi non coincidenti al fine del conseguimento di un'unica pensione, qualora non siano in possesso dei requisiti per il diritto a un autonomo trattamento pensionistico. Di fatto, il cumulo consente l'accesso alla pensione (di vecchiaia con i limiti più severi previsti dalla Riforma Monti-Fornero, di inabilità o ai superstiti) senza sostenere l'onere di una ricongiunzione né vedersi pagare una pensione ridotta per effetto della totalizzazione nazionale che comporta, di norma, un calcolo contributivo puro.

Professionisti esclusi Particolarità di tale istituto è che non prevede la possibilità di cumulare i periodi di iscrizione presso le Casse libero professionali. Al pari della totalizzazione, i pro quota di pensione saranno calcolati dalle gestioni dove risultano accreditati i contributi e secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento, sulla base delle rispettive retribuzioni e/o reddito di riferimento. Per la determinazione del sistema di calcolo occorrerà prendere a riferimento l'anzianità contributiva complessivamente  maturata nelle diverse gestioni assicurative interessate dal cumulo. Dal 1° gennaio 2012 comunque la quota di pensione relativa alle anzianità contributive successive a tale data sarà sempre calcolata con le regole contributive.

L'importo sarà determinato prendendo a riferimento tutti i periodi assicurativi accreditati indipendentemente dalla eventuale coincidenza con altri periodi accreditati in altre gestioni. I lavoratori che hanno in corso una domanda di ricongiunzione, purché presentata tra il 1° luglio 2010 e il 1° gennaio 2013 e non abbiano già avuto la liquidazione della pensione, potranno optare per il cumulo (entro il 2013) vedendosi restituire l'onere pagato.

 La circolare prevede la rinuncia anche per le domande in regime di totalizzazione il cui iter amministrativo non risulti ancora concluso. 

Gli stipendi d'oro della Camera: a falegnami e barbieri 136 mila

Il colabrodo retributivo della Camera non passa solo dagli stipendi dei deputati. Montecitorio ha diffuso quelli dei propri dipendenti. Buste paga d'oro, a cominciare dal segretario generale, che percepisce 406.399,02 euro netti. A seguire il suo vice, con poco più di 304 mila euro. 

In questi due casi la retribuzione è fissa: non muta dal momento dell'incarico. Per tutti gli altri 1492 dipendenti, ci sono gli scatti di anzianità. E che scatti: il 2,5% l'anno. Così succede che un "operato tecnico" guadagni, appena messo piede alla Camera, 30.351,39 euro al mese (oltre 2590 euro al mese), che diventano, dopo dieci anni più di 50 mila. Fino a lievitare, dopo quarant'anni di servizio, a 136.120,45 euro. Si dirà: è un ruolo di alta responsabilità. Non proprio: dietro l'etichetta "operatore tecnico" ci sono 59 tra falegnami, barbieri baristi, elettricisti, centralinisti. Saranno di certo grandi faticatori, anche se pare poco giustificabile una differenza economica così marcata rispetto ai colleghi "esterni". 

Per ora, in realtà, non c'è (ancora) nessuno che guadagna così tanto perché nessun operatore tecnico ha un'anzianità superiore ai 35 anni. Ma la Repubblica italiana è ancora giovane. 

E' da ricordare che scatti di anzianità così ripidi hanno avuto, almeno fino al varo della riforma Fornero, un impatto significativo sulle pensioni. Con il vecchio sistema retributivo, il vitalizio si calcolava tenendo presente le ultime buste paga. Lo stesso discorso fatto per gli operatori tecnici vale anche per gli altri dipendenti.

Leggi la Tabelle delle Retribuzioni
ASSISTENTI PARLAEMNTARI - Gli assistenti parlamentari, cioè i commessi che si vedono operare intorno ai deputati, guadagnano inizialmente poco più di 34mila euro, ma poi hanno avanzamenti economici identici a quelli degli operatori tecnici, fino a svettare oltre i 136mila euro dopo 40 anni di attività.

COLLABORATORI TECNICI - Partono da poco più di 30mila euro gli stipendi dei collaboratori tecnici neoassunti, che sono i tecnici per le riprese audio e video della web tv di Montecitorio. I loro stipendi progrediscono più rapidamente delle altre due categorie. Oltre i 61mila euro già dopo il decimo anno, oltre gli 101mila dopo il 20° anno, oltre 136mila dopo il 30° anno, oltre 145mila dopo il 35° anno di attività, per svettare sopra i 152mila euro dopo quarant'anni di atività.

SEGRETARIO PARLAMENTARE - Uno scalino sopra sono i segretari parlamentari, con stipendi compresi in una forbice fra i 34mila euro e i 156mila. Poi ci sono i documentaristi e i ragionieri di Montecitorio che hanno uno stipendio di ingresso di poco meno di 40mila euro, ma possono giungere dopo 40 anni di attività a 237mila euro.

CONSIGLIERI PARLAMENTARI - I consiglieri parlamentari che svolgomo attività di responsabilità e sono, in pratica, i funzionari della Camera dei deputati, partono da una retribuzione di ingresso di oltre 64mila euro. Dopo 10 anni sono poco al di sotto dei 145mila euro, dopo venti superano i 228mila. Dopo trent'anni di anzianità si possono portare a casa 318mila euro, dopo i 40 anni svettano a 358mila euro.
· Ultimo aggiornamento: 15 minuti fa