mercoledì 7 agosto 2013

I CITTADINI DEVONO ESSERE AL CENTRO DELLE RESPONSABILITÀ' DELLA CLASSE POLITICA
CRISI DEI PARTITI
Diventa sempre più marcato il distacco tra i cittadini e i partiti. Da una recente indagine la maggioranza dei cittadini ritiene che la democrazia possa funzionare senza i partiti politici. I partiti sembrano essere sempre meno identificati come strumenti di mediazione e rappresentanza degli interessi della collettività. C’è una responsabilità grave dei partiti NEGLI ANNI PASSATI COSI COME NELLA ATTUALE SITUAZIONE DI OGGI nel non voler affrontare radicalmente la questione morale, che va dal fenomeno della “corruzione sistematica” nel nostro Paese, ai privilegi e rendite della “casta”; ma c’è anche una questione politica molto profonda comune a tutti i partiti: un pensiero unico, il neoliberismo, che domina l’Occidente. La politica in mano ai partiti ha perso il suo significato. E’ un errore incasellare questo giudizio nell’antipolitica. Tanto è vero che osserviamo un diffondersi di presenze di liste civiche . Lo scopo della loro nascita è quello di staccarsi dai partiti e costituire nuove identità per creare un diverso luogo in cui accogliere il dialogo della democrazia., ma stiamo attenti ai trasformismi non cadiamo nel tranello siano resi pubblici con tanto di curriculum chi queste liste civiche le sta creando, attenti ai giochi dove si nascondono i politici che hanno portato allo sfacelo il paese e contribuito alla devastazione politica ed economica.

Si è scatenata nel 2008 una crisi globale fatta di novità strutturali e repentine. Nessuno oggi non può non prescindere da questa  crisi di sistema che sconvolge l’economia, la finanza, la struttura demografica e famigliare, che sta cambiando la vita individuale di tutti noi e dell’insieme della società. 

UN NUOVO PROGETTO POLITICO E AMMINISTRATIVO

Siamo di fronte ad un modello di sviluppo finito. Anche nel nostro “ricco” nordest il sistema produttivo non regge più. Problema lavoro, costo della vita, cassa integrazione, mobilità, disoccupazione, qualità della vita, questione previdenziale e avanti di questo passo, sono preoccupazioni crescenti in tutte le famiglie. C’è un impoverimento del Paese. Si consuma di meno, ma non si vuole cambiare lo stile di vita. Si pensa che la crisi passi per poter continuare a vivere come prima E’ necessario proprio una vera politica attiva a sostegno del sociale nella promozione della rete di relazioni, coinvolgendo in particolare la famiglia. Essa è una risorsa economica fondamentale, che può reggere alla crisi perchè costruisce un tessuto sociale robusto che offre forme non monetarie di benessere non meno importanti del denaro. Un patrimonio da valorizzare. Un grande aiuto possiamo averlo dal miglioramento della macchina amministrativa meno manager politicizzati e incapaci di amministrare , sanno solo prendere lauti stipendi senza merito, tagliate tutte le consulenze esterne, impegnando le risorse interne anche quelle per manutenzioni e piccole opere affidate all’esterno con scarsi risultati. Inoltre aprire ai cittadini alla collaborazione con i Comuni renderli partecipi della cosa pubblica..

UNA POLITICA PER IL LAVORO
creazione di nuovi posti di lavoro, per attivare una forte azione di contrasto alla recessione, anche in ambito locale. Nel settore edilizio, energetico e sulla mobilità, una qualificata professionalità che alimenta una robusta struttura di piccole imprese che, a loro volta associate, rappresentano un grande patrimonio tutto da valorizzare. Se si investe su questa realtà, assieme all’importante struttura di ricerca e di innovazione, che è in notevole sviluppo, con le scuole, i parchi tecnologici e l’università si può intervenire nelle  città su un ampio progetto di ristrutturazione, manutenzione e rinaturalizzazione sia in centro che nei borghi,. Anche nel settore commerciale si deve intervenire. Non solo per migliorare l’attività merceologica e di servizio al consumatore, ma soprattutto per rendere il lavoro più qualificato e meno precario mettere in cantiere progetti che puntano alla crescita su principi di un nuovo e moderno modello di sviluppo: risparmio energetico, tutela dell’ambiente, valorizzazione della cultura, politica per l’occupazione,altra mobilità, servizi all’infanzia, interventi verso la terza età, sport, ecc. per un nuovo modo di governare il territorio e promuovere più avanzate fasi di democrazia,. Oggi la politica non può rifiutarsi di assumere le proprie responsabilità la coscienza della crisi economica in atto non può costituire un alibi per una politica di soli tagli. È necessario invece un coordinamento delle energie disponibili, offrendo da parte delle Amministrazioni comunali un supporto per permettere alle forze giovani del territorio di esprimere creatività in un processo di stimolo, crescita e coscienza culturale,


Nessun commento:

Posta un commento