I
CITTADINI DEVONO ESSERE AL CENTRO DELLE RESPONSABILITÀ' DELLA CLASSE POLITICA
CRISI
DEI PARTITI
Diventa sempre più marcato il distacco tra i cittadini e i
partiti. Da una recente indagine la maggioranza dei cittadini ritiene che la
democrazia possa funzionare senza i partiti politici. I partiti sembrano essere
sempre meno identificati come strumenti di mediazione e rappresentanza degli
interessi della collettività. C’è una responsabilità grave dei partiti NEGLI
ANNI PASSATI COSI COME NELLA ATTUALE SITUAZIONE DI OGGI nel non voler
affrontare radicalmente la questione morale, che va dal fenomeno della
“corruzione sistematica” nel nostro Paese, ai privilegi e rendite della
“casta”; ma c’è anche una questione politica molto profonda comune a tutti i
partiti: un pensiero unico, il neoliberismo, che domina l’Occidente. La
politica in mano ai partiti ha perso il suo significato. E’ un errore
incasellare questo giudizio nell’antipolitica. Tanto è vero che osserviamo un
diffondersi di presenze di liste civiche . Lo scopo della loro
nascita è quello di staccarsi dai partiti e costituire nuove identità per
creare un diverso luogo in cui accogliere il dialogo della democrazia., ma stiamo attenti ai trasformismi non cadiamo nel tranello siano resi pubblici con tanto di curriculum chi queste liste civiche le sta creando, attenti ai giochi dove si nascondono i politici che hanno portato allo sfacelo il paese e contribuito alla devastazione politica ed economica.
Si è scatenata nel 2008 una crisi globale fatta di novità
strutturali e repentine. Nessuno oggi non può non prescindere da questa crisi di sistema che
sconvolge l’economia, la finanza, la struttura demografica e famigliare, che sta
cambiando la vita individuale di tutti noi e dell’insieme della società.
UN NUOVO PROGETTO POLITICO E AMMINISTRATIVO
Siamo
di fronte ad un modello di sviluppo finito. Anche nel nostro “ricco” nordest il
sistema produttivo non regge più. Problema lavoro, costo della vita, cassa
integrazione, mobilità, disoccupazione, qualità della vita, questione
previdenziale e avanti di questo passo, sono preoccupazioni crescenti in tutte
le famiglie. C’è un impoverimento del Paese. Si consuma di meno, ma non si
vuole cambiare lo stile di vita. Si pensa che la crisi passi per poter
continuare a vivere come prima E’ necessario proprio una vera politica attiva a
sostegno del sociale nella promozione della rete di relazioni, coinvolgendo in
particolare la famiglia. Essa è una risorsa economica fondamentale, che può
reggere alla crisi perchè costruisce un tessuto sociale robusto che offre forme
non monetarie di benessere non meno importanti del denaro. Un patrimonio da
valorizzare. Un grande aiuto possiamo averlo dal miglioramento della macchina
amministrativa meno manager politicizzati e incapaci di amministrare , sanno
solo prendere lauti stipendi senza merito, tagliate tutte le consulenze
esterne, impegnando le risorse interne anche quelle per manutenzioni e piccole
opere affidate all’esterno con scarsi risultati. Inoltre aprire ai cittadini
alla collaborazione con i Comuni renderli partecipi della cosa pubblica..
UNA
POLITICA PER IL LAVORO
creazione di nuovi posti di lavoro, per attivare una forte
azione di contrasto alla recessione, anche in ambito locale. Nel settore
edilizio, energetico e sulla mobilità, una qualificata professionalità che
alimenta una robusta struttura di piccole imprese che, a loro volta associate,
rappresentano un grande patrimonio
tutto da valorizzare. Se si investe su questa realtà, assieme all’importante
struttura di ricerca e di innovazione, che è in notevole sviluppo, con le
scuole, i parchi tecnologici e l’università si può intervenire nelle città su un ampio progetto di ristrutturazione,
manutenzione e rinaturalizzazione sia in centro che nei borghi,. Anche nel
settore commerciale si deve intervenire. Non solo per migliorare l’attività
merceologica e di servizio al consumatore, ma soprattutto per rendere il lavoro
più qualificato e meno precario mettere in cantiere progetti che puntano alla
crescita su principi di un nuovo e moderno modello di sviluppo: risparmio
energetico, tutela dell’ambiente, valorizzazione della cultura, politica per
l’occupazione,altra mobilità, servizi all’infanzia, interventi verso la terza età,
sport, ecc. per un nuovo modo di governare il territorio e promuovere più
avanzate fasi di democrazia,. Oggi la politica non può rifiutarsi di assumere
le proprie responsabilità la coscienza della crisi economica in atto non può
costituire un alibi per una politica di soli tagli. È necessario invece un
coordinamento delle energie disponibili, offrendo da parte delle Amministrazioni
comunali un supporto per permettere alle forze giovani del territorio di
esprimere creatività in un processo di stimolo, crescita e coscienza culturale,
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