La
riforma del trasporto pubblico toscano è da considerasi un atto indirizzato
solo al profitto per il gestore privato a discapito del servizio pubblico e dei
lavoratori le risorse al Tpl
continuano ad essere insufficienti. Da
tempo I Sindacati di Base hanno l’obiettivo, senza aspettare l’ultimo momento,
di costruire l’unità e la solidarietà tra i lavoratori necessarie a far fronte
al duro attacco che ci verrà portato e per costruire dal basso una vertenza
conflittuale degli autoferrotranvieri a livello regionale. E le segreterie
sindacali si sono nuovamente incontrate , sul
tavolo di discussione il futuro del TPL e le ripercussioni sui lavoratori , si
prevede un futuro sempre più nero e chi
ci rimetterà saranno lavoratori e cittadini .
SLAI
COBAS COBAS LAVORO PRIVATO USB CUB ,
hanno già espresso
in tutte le istituzioni locali e in regione manifestato il proprio
DISSENSO AD UNA RISTRUTTURAZIONE DEL COMPARTO CHE DI FATTO PREVEDE UNA NUOVA
MACELLERIA SOCIALE.
Il Trasporto Pubblico Locale toscano è in una fase
drammatica di privatizzazione del servizio
e la gara regionale sarà
l’accelerazione definitiva di questo processo.
-
Le
“grandi manovre” già attuate (vedi la Conferenza regionale dei servizi di TPL
che si è chiusa il 25 maggio 2012 e che non ha deciso un gran che, e il passaggio in quelle CTT di Lazzi, Cap,
Copit, Clap, Cpt, Atl e proprietario del 30% di Atn), Sita (Trenitalia) e Tiemme (le ex Train, Lfi, Rama, Atm) si stanno progettando, consistenti tagli delle corse per ridurre i costi di gestione
con la conseguenza di rischi occupazionali e di indebolimento del carattere
pubblico del servizio, sono da attribuire alla volontà di favorire questo processo
di privatizzazione e non solo alla riduzione delle risorse per il trasporto,
che il governo giustifica con la solita tiritera del debito pubblico.
Queste
aggregazioni, le vendite, le joint venture di aziende di TPL toscana
sono il modo per mangiare la “fetta di torta” più grossa possibile e, per
ingrandire la fetta, non rinunceranno certo a livellare al ribasso gli accordi
aziendali, con la conseguenza che si verrebbero a perdere diritti e salario in
modo significativo.
La sola
“Clausola Sociale” che impone il
passaggio di tutti i lavoratori all’azienda che verrà dopo la gara, non
garantirà ai lavoratori la possibilità di un futuro che invece si fa sempre più oscuro. La legge regionale 42 del
1998 (legge che regola il TPL in Toscana) non
garantisce affatto l’occupazione, parla di trasferimento di lavoratori
da un’azienda all’altra rinviando “alla successiva contrattazione i processi di
armonizzazione e riassorbimento, nonché gli aspetti concernenti
l'organizzazione del lavoro” come previsto dal Regio Decreto 148 del 1931,
questo vuol dire che oggi ci con le cessioni dei rami di azienda siamo tutti
riassunti, ma il giorno dopo, visti i tagli al servizio, dichiarano che il
personale è in esubero e rivedono al ribasso gli integrativi o peggio ancora
potrebbe attuare i “necessari esoneri di
agenti nelle qualifiche in cui risultino le eccedenze” (come recita il
Regio Decreto 148 del 1931).
Il progetto portato avanti dalla Regione tutto
è, tranne che una una riorganizzazione
per migliorare il servizio , la realtà vera che si tratta di una vera e propria
ristrutturazione per ridimensionarlo, il TPL sarà sempre più caro e con meno
posti di lavoro: ormai sicuro che a settembre passeremo al livellamento
al ribasso degli istituti disciplinati dagli accordi aziendali, scioglimento di tutti gli integrativi
per uniformarli con la
conseguenza che si verrebbe a perdere, anche in modo significativo, diritti e
salario, oltre al fatto che questo non sarebbe che il primo passaggio perché
ormai è chiaro la CTT spinge per imporre il contratto attuale in Clap in quanto
economicamente più vantaggioso per la CTT , certo a livello normativo è quello
che tutela di più i lavoratori, ma questa non è che la prima mossa per poi disdire lo stesso contratto, in
quanto l'interesse dei nostri amministratori e dei politici , non è quello di
salvaguardare i posti di lavoro, ma bensì il profitto e il potere.
Ci chiediamo, ma le istituzioni non
dovevano dare un segnale forte sull’occupazione e quindi una spinta di maggior
lavoro? Inoltre non riusciamo a capire come mai in Toscana si voglia fare i
primi della classe con una gara che prevede meno risorse rispetto agli anni
passati, in momento in cui la crisi in Italia sta diventando sempre più grave,
sarebbe necessario che le istituzioni dessero un segnale opposto a quello dei
tagli, perché la garanzia di un buon servizio pubblico sarebbe un segnale
efficiente e strategico per il rimettere in moto l’economia un bene per il
Paese e per la Regione Toscana.
I
lavoratori hanno interesse che non un euro o un diritto venga loro sottratto e
che non ci sia nessuna riduzione dell’occupazione.
Cominciamo
da subito a prendere consapevolezza di questa situazione e a organizzarci in
tutta la Toscana per far rispettare diritti, salari e posti di lavoro.
APPELLO
SLAI COBAS COBAS LAVORO PRIVATO USB CUB si sono dati l’obiettivo di costruire
l’unità e la solidarietà tra i lavoratori necessarie a far fronte al duro
attacco che ci verrà portato e per costruire dal basso una vertenza
conflittuale degli autoferrotranvieri a livello regionale. organizzeremo
assemblee dei lavoratori nelle aziende dei trasporti ora CTT
Cominciamo
da subito a prendere consapevolezza della situazione preoccupante e ad
organizzarci in tutta la Toscana per far rispettare diritti, salari e posti di
lavoro.
Vogliamo
organizzare più lavoratori possibile che condividono l’idea che la lotta è
l’unica nostra speranza. Una lotta da costruire tutti insieme.
Chiediamo la
partecipazione e la collaborazione da parte di tutti.

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