venerdì 9 agosto 2013

Regione Toscana, trasporti: soldi pubblici per guadagni privati. La solita “macelleria sociale” nel servizio di trasporto pubblico locale della Regione Toscana che attraversa la drammatica fase di privatizzazione.




La riforma del trasporto pubblico toscano è da considerasi un atto indirizzato solo al profitto per il gestore privato a discapito del servizio pubblico e dei lavoratori le risorse al Tpl continuano ad essere insufficienti. Da tempo I Sindacati di Base hanno l’obiettivo, senza aspettare l’ultimo momento, di costruire l’unità e la solidarietà tra i lavoratori necessarie a far fronte al duro attacco che ci verrà portato e per costruire dal basso una vertenza conflittuale degli autoferrotranvieri a livello regionale. E   le segreterie sindacali si sono nuovamente incontrate , sul tavolo di discussione il futuro del TPL e le ripercussioni sui lavoratori , si prevede un  futuro sempre più nero e chi ci rimetterà saranno lavoratori e cittadini .
SLAI COBAS COBAS LAVORO PRIVATO USB  CUB ,
 hanno già  espresso  in tutte le istituzioni locali e in regione manifestato il proprio DISSENSO AD UNA RISTRUTTURAZIONE DEL COMPARTO CHE DI FATTO PREVEDE UNA NUOVA MACELLERIA SOCIALE
Il Trasporto Pubblico Locale toscano è in una fase drammatica di privatizzazione del servizio  e la gara regionale sarà  l’accelerazione definitiva di questo processo.
-                    Le “grandi manovre” già attuate (vedi la Conferenza regionale dei servizi di TPL che si è chiusa il 25 maggio 2012 e che non ha deciso un gran che,  e il passaggio in quelle CTT di Lazzi, Cap, Copit, Clap, Cpt, Atl e proprietario del 30% di Atn), Sita (Trenitalia)  e Tiemme (le ex Train, Lfi, Rama, Atm)  si stanno progettando, consistenti tagli  delle corse per ridurre i costi di gestione con la conseguenza di rischi occupazionali e di indebolimento del carattere pubblico del servizio, sono da attribuire alla volontà di favorire questo processo di privatizzazione e non solo alla riduzione delle risorse per il trasporto, che il governo giustifica con la solita tiritera del debito pubblico.
Queste  aggregazioni, le vendite, le joint venture di aziende di TPL toscana sono il modo per mangiare la “fetta di torta” più grossa possibile e, per ingrandire la fetta, non rinunceranno certo a livellare al ribasso gli accordi aziendali, con la conseguenza che si verrebbero a perdere diritti e salario in modo significativo.
La sola  “Clausola Sociale” che impone  il passaggio di tutti i lavoratori all’azienda che verrà dopo la gara, non garantirà ai lavoratori la possibilità di un futuro che invece si fa  sempre più oscuro. La legge regionale 42 del 1998 (legge che regola il TPL in Toscana) non  garantisce affatto l’occupazione, parla di trasferimento di lavoratori da un’azienda all’altra rinviando  “alla successiva contrattazione i processi di armonizzazione e riassorbimento, nonché gli aspetti concernenti l'organizzazione del lavoro” come previsto dal Regio Decreto 148 del 1931, questo vuol dire che oggi ci con le cessioni dei rami di azienda siamo tutti riassunti, ma il giorno dopo, visti i tagli al servizio, dichiarano che il personale è in esubero e rivedono al ribasso gli integrativi o peggio ancora potrebbe attuare i “necessari esoneri di agenti nelle qualifiche in cui risultino le eccedenze” (come recita il Regio Decreto 148 del 1931).
Il  progetto portato avanti dalla Regione tutto è,  tranne che una una riorganizzazione per migliorare il servizio , la realtà vera che si tratta di una vera e propria ristrutturazione per ridimensionarlo, il TPL sarà sempre più caro e con meno posti di lavoro:  ormai sicuro che a settembre passeremo  al livellamento al ribasso degli istituti disciplinati dagli accordi aziendali, scioglimento di tutti gli integrativi per uniformarli con la conseguenza che si verrebbe a perdere, anche in modo significativo, diritti e salario, oltre al fatto che questo non sarebbe che il primo passaggio perché ormai è chiaro la CTT spinge per imporre il contratto attuale in Clap in quanto economicamente più vantaggioso per la CTT , certo a livello normativo è quello che tutela di più i lavoratori, ma questa non è che la prima mossa  per poi disdire lo stesso contratto, in quanto l'interesse dei nostri amministratori e dei politici , non è quello di salvaguardare i posti di lavoro, ma bensì il profitto e il potere.
Ci chiediamo, ma le istituzioni non dovevano dare un segnale forte sull’occupazione e quindi una spinta di maggior lavoro? Inoltre non riusciamo a capire come mai in Toscana si voglia fare i primi della classe con una gara che prevede meno risorse rispetto agli anni passati, in momento in cui la crisi in Italia sta diventando sempre più grave, sarebbe necessario che le istituzioni dessero un segnale opposto a quello dei tagli, perché la garanzia di un buon servizio pubblico sarebbe un segnale efficiente e strategico per il rimettere in moto l’economia un bene per il Paese e per la Regione Toscana.
I lavoratori hanno interesse che non un euro o un diritto venga loro sottratto e che non ci sia nessuna riduzione dell’occupazione.
Cominciamo da subito a prendere consapevolezza di questa situazione e a organizzarci in tutta la Toscana per far rispettare diritti, salari e posti di lavoro.
APPELLO
SLAI COBAS COBAS LAVORO PRIVATO USB  CUB si sono dati l’obiettivo di costruire l’unità e la solidarietà tra i lavoratori necessarie a far fronte al duro attacco che ci verrà portato e per costruire dal basso una vertenza conflittuale degli autoferrotranvieri a livello regionale. organizzeremo assemblee dei lavoratori nelle aziende dei trasporti ora CTT
Cominciamo da subito a prendere consapevolezza della situazione preoccupante e ad organizzarci in tutta la Toscana per far rispettare diritti, salari e posti di lavoro.
Vogliamo organizzare più lavoratori possibile che condividono l’idea che la lotta è l’unica nostra speranza. Una lotta da costruire tutti insieme.
Chiediamo la partecipazione e la collaborazione da parte di tutti.

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